CHE COS’È LA DANZA CONTEMPORANEA? UNA LEZIONE DAL VIRUS.

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CHE COS’È LA DANZA CONTEMPORANEA? UNA LEZIONE DAL VIRUS.

Un bell’esercizio che faccio spesso con gli allievi: incrociare le braccia e muoversi nello spazio immaginando di “perdere” l’uso degli arti superiori. Camminare, correre, cadere, scendere al suolo e rialzarsi utilizzando tutto il corpo meno la parte che va dalle spalle alle mani che rimangono appese, come se non esistessero.

La cosa solitamente genera un gran divertimento, è un po’ come tornare bambini: ci sono le paralisi, gli scontri, si fa fatica a scendere e a salire e ci si sente tutti più insicuri ed esposti. Un po’ degli alieni insomma, o dei reduci di guerra. Di fatto cambia lo schema motorio.

Dopo un po’ però ogni corpo sviluppa le sue soluzioni, trova nuove organizzazione dinamiche finché non diventa chiaro che si possono fare molte più cose di quelle immaginate, senza braccia. Resilienza? Una volta che si sono abituati al nuovo schema dico loro di mettere di nuovo in gioco la parte mancante: seguono risatine e un senso di ritrovata euforia mentre le braccia, liberate, finalmente prendono il volo. E le vedo ovunque:  in aria, nelle spirali, nelle risalite e nelle discese al pavimento, e muovono con una rinnovato entusiasmo a toccare, abbracciare, riconoscere lo spazio intorno.

Morale semplice ma non scontata: un modo efficace per conoscere profondamente la funzione delle braccia nella danza? Perderle momentaneamente, completamente.

Credo che qualcosa di simile sta succedendo con le lezioni in streaming dove durante l’ora di lezione sperimentiamo la presenza in absentiaapprendiamo sicuramente più dai vuoti che dai pieni e c’è un nuovo silenzio che non è lo stesso silenzio della sala, è c’è un nuovo senso del flusso che non è il flusso della sala. E tutto quello che non c’è ci fa comprendere con precisione cosa c’era, mentre tutto quello che c’è ora, il fatto che possiamo comunicare da lontano ad esempio, ci ricorda cosa può fare la tecnologia oltre il vincolo fisico e materiale del corpo.

L’assenza più forte per me è proprio la contemporaneità, che è il fulcro della danza: in video non condividiamo più lo stesso spazio perché ognuno è solo nella sua stanza, lo stesso tempo perché le nostre immagini, le nostre voci, arrivano in differita, le stesse energie perché la presenza fisica dell’altro non perturba e non modifica il mio campo. Non condividiamo l’aria perché ognuno respira nei suoi personali metri cubi o la luce che entra nelle nostre stanze con inclinazioni diverse. Non condividiamo nemmeno le parole come fenomeni fisici, come vibrazioni che prendono spazio in un ambiente condiviso generando intenzioni, emozioni, reazioni.

La lezione del “senza braccia” è diventata oggi la lezione del “senza contemporaneità” e questo ci da la possibilità di spiegarla, di comprenderla meglio.

La meraviglia della danza contemporanea risiede nella possibilità di immergerci tutti in un unico evento contemporaneo, che accade cioè nel medesimo momento e nel medesimo luogo, di partecipare al gioco dell’immediatezza, di assaporare il gesto come qualcosa che nasce nel momento presente: io con questo corpo, qui e ora, con queste energie, qui e ora, con questi altri corpi, qui e ora. La lezione in sala è un unico avvenimento che ci contiene tutti, senza filtri, senza differite, senza possibilità di camuffamento.

Viene quindi da chiedersi adesso: cosa succederà quando torneremo in sala? Quando cioè recuperammo la contemporaneità e faremo di nuovo esperienza di quella straordinaria legge fisica che si chiama sincronicità? Quando sarà riaperto il transito delle informazioni che viaggiano silenziosamente tra corpo e corpo?

Diventeremo senz’altro più sensibili all’ascolto delle più piccole cose? dei minimi cambiamenti? della bellezza delle azioni simultanee? Non lo so ancora, ma una cosa è certa: una grande lezione arriva direttamente da lui, dal nemico. Cos’altro avrebbe potuto sradicarci e poi riconsegnarci alla sala danza in modo così violento e allo stesso tempo così istruttivo?

Marta Zacchigna

Marta Zacchigna

Marta Zacchigna è danzatrice, autrice, insegnante di danza contemporanea e titolare di Dancing House Trieste. www.dancinghouse.it

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